LO STATO DI NECESSITA’ art. 54 del codice penale

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Lo stato di Necessità riferito al primo soccorso è un tema molto importante. Se nel tentativo di mettere in salvo una persona in pericolo si commette un danno all’infortunato “per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri”, non si è punibili per aver commesso il “fatto”, “sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

Se si è costretti per esempio a spostare un infortunato poiché l’ambiente non è in sicurezza (principio di incendio, di scoppio, ecc…), e durante lo spostamento provochiamo un danno fisico alla vittima (es. una frattura…) si può invocare lo stato di necessità. Oppure, soccorriamo una persona in arresto cardiaco. Se eseguendo il massaggio cardiaco provochiamo una frattura ad una costola, potremmo non essere perseguibili penalmente, poiché senza il nostro intervento la persona andrebbe incontro sicuramente ad un danno più grave.

E’ altresì vero che non possiamo eccedere nel compiere alcune manovre di cui non abbiamo la preparazione adeguata e né sappiamo se e quando vadano effettuate. Per esempio, di fronte ad un paziente con ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, esistono manovre di base efficaci che causano pochi rischi per la vittima e quindi personale non esperto non può avventurarsi erroneamente nell’esecuzione di una tracheotomia (piccolo foro in trachea che ha lo scopo di aprire una via respiratoria). Difatti, senza un’adeguata competenza e senza l’utilizzo di presidi idonei, potrebbe portare danni ben più gravi allo stato attuale della vittima in arresto respiratorio.

Gli esempi sopra riportati hanno come unico scopo interpretare e capire meglio questa legge.

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