BLSD Basic Life Support & Defibrillation

In Italia circa 60.000 persone ogni anno vanno incontro a morte cardiaca improvvisa (in Europa 400.000!), preceduta o meno da sintomi premonitori.

Con il termine BLS (Basic Life Support) si intende il supporto delle funzioni vitali di base. E’ una tecnica di primo soccorso che comprende tutte quelle azioni da mettere in atto nel soggetto incosciente, che non respira e non ha segni vitali, dunque in arresto cardiaco. L’obiettivo del BLS nell’adulto è quello di mantenere un livello di ossigenazione e perfusione sufficienti a proteggere il cervello dal danno anossico.
L’anossia cerebrale è la mancanza di ossigeno alle cellule cerebrali e i primi segni si hanno nei primi 4-6 minuti di arresto cardiaco. Qualora nessuno inizi la rianimazione cardiopolmonare (RCP), dopo circa 8-10 minuti i danni al cervello cominciano ad essere irreversibili. L’RCP consiste nell’alternare 30 compressioni al centro del torace (massaggio cardiaco) a 2 ventilazioni.

Per essere efficaci, le compressioni toraciche nel soggetto adulto devono essere effettuate al centro del torace alla velocità di 100-120 compressioni al minuto e alla profondità di 5 cm (non più di 6cm). Oltre che alla giusta profondità, l’operatore deve consentire al torace di riespandersi completamente ad ogni compressione.

Le ventilazioni consistono nell’insufflare artificialmente aria ossigenata all’interno dei polmoni, con l’accortezza di iperestendere il capo (nel soggetto adulto non traumatico) per impedire che l’aria entri nello stomaco. Qualora in ambiente extra-ospedaliero ci si veda costretti a dover effettuare la respirazione bocca-bocca poiché non si hanno dispositivi di protezione individuale, il soccorritore può essere tenuto a non effettuare le insufflazioni, bensì a procedere solo al massaggio cardiaco senza interruzioni. Questo perché la sicurezza dell’operatore che soccorre la vittima è considerata di vitale importanza. C’è da dire comunque che durante i primi minuti di un arresto cardiaco non asfittico il contenuto di ossigeno nel sangue rimane alto. La ventilazione pertanto, in questo momento, è meno importante delle compressioni toraciche, specie se non si hanno a disposizione subito presidi idonei ad arricchire la percentuale di O2 insufflata al paziente.

Circa il 70% degli arresti cardiaci nell’ adulto è causato da due tipi di aritmie maligne quali la fibrillazione ventricolare (FV) e la tachicardia ventricolare senza polso (TV). In questo caso è necessaria un’immediata scarica elettrica (detta defibrillazione), in quanto la probabilità di ritorno della circolazione spontanea diminuisce di circa il 10% per ogni minuto di ritardo della defibrillazione.
Per BLSD (Basic Life Supporto and Defibrillation) si intende il supporto delle funzioni vitali di base e defibrillazione con Defibrillatore semi-Automatico (DAE).

Un defibrillatore semiautomatico determina automaticamente se per il ritmo cardiaco che sta analizzando sia necessaria una scarica, poiché è dotato di sensori per riconoscere immediatamente la presenza di una di queste aritmie.

L’operatore che lo manovra non ha la possibilità di forzare la scarica se il dispositivo segnala che questa non sia necessaria. Il funzionamento avviene per mezzo dell’applicazione di placche adesive sul torace del paziente. Quando tali elettrodi vengono applicati al soggetto in arresto cardiaco, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e se necessario si carica e si predispone per la scarica, selezionando il livello di energia necessario. Quando il defibrillatore è carico, per mezzo di un altoparlante, fornisce le istruzioni all’utente, ricordando che nessuno deve toccare il paziente e che è necessario premere un pulsante per erogare la scarica.

Chiunque può usare questo tipo di apparecchio purché sia addestrato. Basta un corso di formazione di poche ore per imparare a riconoscere e trattare un arresto cardiaco attraverso le tecniche di Rianimazione Cardiopolmonare di base e il DAE.

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